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Faccia a faccia con il proprio io, con la fotografia di Andrea Riboni

Faccia a faccia con il proprio io, con la fotografia di Andrea Riboni

La realtà intesa come un grande frattale, nel quale, dall’atomo all’universo, è possibile intuire certe cose che si ripetono infinitamente, creando diversità: la dualità è una di queste. È questo il punto di partenza di Andrea Riboni, fotografo cremonese impegnato in un progetto di grandi dimensioni, che si concluderà con il raggiungimento di 700 persone fotografate. Ciascun volto viene diviso (o moltiplicato?) attraverso precisi accorgimenti tecnici: tracciando un asse di simmetria sulla foto originale e ribaltando ciascuna parte così ottenuta, Andrea riesce a creare due visi simmetrici, rispettivamente composti da due parti sinistre e due parti destre. Alla “scomposizione” segue una fase di postproduzione, nella quale ogni viso così creato viene “ripristinato”, arricchito cioè di dettagli, quali capelli, eventuali nei o caratteristiche della pelle. Ne vengono fuori due persone diverse, che a volte sembrano fratelli, a volte sembrano la stessa persona ma con una diversa capacità comunicativa.

Come nasce il progetto?
Alla base c’è un’intuizione coltivata con passione, che si sviluppa in una riflessione che porto avanti da tempo. Io non ho inventato nulla. Quello della dualità è un tema classico e tuttavia estremamente attuale, inserito nell’evoluzione di coscienza collettiva che ci porta a indagare sulla complessità di ciò che diamo per reale e scontato.

Perché 700 persone?
Il numero 7 è semplicemente il mio numero preferito! Moltiplicandolo ho voluto dargli una dimensione amplificata, in grado di conferire al mio progetto una valenza sociale.
L’obiettivo principale è coinvolgere in maniera attiva le persone. Non è solo creazione di un’opera da esporre. Il progetto è adesso, siete voi!

Quindi potresti definire il tuo progetto “democratico”?
Sì, nella misura in cui per democratico si intende una riflessione collettiva, fatta di esperienze singole che convergono in un’esperienza sociale, un viaggio collettivo che mira a smascherare la molteplicità che c’è dentro l’unità.

In che misura consideri il tuo progetto innovativo?
La forza del mio progetto non sta in una clamorosa innovazione in campo artistico. Sicuramente molte persone avranno già provato a modificare in questo senso la loro foto, a sdoppiarsi (o dividersi), solo per soddisfare una curiosità fine a sé stessa. Il progetto condiviso e portato avanti in questa maniera acquisisce invece così una forte valenza comunicativa.

Il tuo progetto è itinerante: quali sono le prossime tappe?
Dopo Cremona, Crema e Roma, ho in programma una tappa a Milano, Torino…

… e Berlino, no? Mi piacerebbe lasciar fotografare almeno due delle “Nadie” che mi porto dentro!
Magari! Ci proverò, ma non garantisco nulla.

Il sito www.iiooproject.com, è una fonte strabiliante di ispirazione. Visitatelo subito! E voi? Avete mai provato a giocare con le due parti del vostro viso? Con MAGIX Photo & Graphic Designer potrete ottenere sorprendenti risultati, da veri maestri del fotomontaggio. Scarica la versione demo e scopri il tuo “lato B”.

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